Ager Oliva. Le Imprese Italiane Possono Salvare Gli Olivi Secolari Abbandonati
Una storia antichissima, un presente di abbandono e la
potenzialità di un futuro. È questo che Tommaso Dami ha visto negli olivi
secolari dimenticati sul territorio toscano e non solo, intuendo la possibilità
di dare a questi alberi una seconda opportunità. Già premiata come miglior
startup europea per impatto ambientale, Ager Oliva ha saputo investire su una
risorsa preziosa anche per il tessuto produttivo italiano, complice una
passione lontana, maturata nel tempo. Una realtà innovativa, oggi guidata dal
fondatore e dai soci Cosimo Lunetti e Ana Soto.
“Spesso mi dicono: avete scelto una pianta che non ha scelto
nessuno, bravi!’”, esordisce Dami, riferendosi agli ulivi secolari che la sua
startup custodisce come una madre premurosa. “In realtà non siamo stati più
furbi degli altri – continua – tutto nasce dalla mia sconfinata e continua
passione per questa pianta fin da quando ero adolescente. Ho fatto anche la
tesi di laurea in economia sul mercato internazionale dell’olio d’oliva: volevo
cercare quel valore aggiunto che potesse rilanciare il settore. Mentre la
compilavo, lessi un articolo di Coldiretti sui numeri di olivi abbandonati in
Toscana, pari a 4 milioni. Tradotto significava perdita di biodiversità,
territorio, Pil, posti di lavoro”, scandisce Dami. “La soluzione è che questi
olivi secolari abbandonati siano adottati a distanza, pensai, lasciando cadere
la cosa. Nel 2020, intanto, chiusi la mia prima startup, che non aveva avuto
successo. Nel pieno della pandemia decisi di dare sfogo alla mia passione e
feci quello che mi aspettavo facesse qualcun altro. Misi in piedi la prima
piattaforma di prova per verificare che la cosa piacesse, i test di mercato
andavano bene. Il primo marzo del 2021 ci siamo lanciati, ottenendo un ottimo
riscontro, prima con i privati e poi con le aziende, a cui oggi in particolare
ci rivolgiamo”, conclude il founder.
Una storia da ascoltare non solo per la sua evoluzione, ma anche e
soprattutto per la sua impronta etica e sostenibile, sia dal punto di vista
sociale che ambientale e, quindi, territoriale.
“Ager Oliva è una startup agricola che nasce in Toscana con
l’obiettivo di salvare gli ulivi abbandonati mediante l’adozione a distanza e
la piantumazione. Lo sviluppo ha guardato principalmente alla collaborazione
con le aziende, supportandole nel raggiungimento degli obiettivi di bilancio
della sostenibilità ambientale”, spiega Dami.
Il progetto, che prevede da una parte l’adozione di ulivi sotto
forma di regali/benefit aziendali a base di olio di oliva, e dall’altra la
piantumazione, ha non solo un impatto ambientale positivo, ma anche etico e
sociale.
“Etico perché con l’adozione in particolare si va a salvaguardare
la biodiversità. Sociale perché recuperiamo il territorio collinare e in questo
modo favoriamo la creazione di posti di lavoro all’interno del settore. Con la
piantumazione andiamo a compensare una quantità di Co2 importante, pari a 660
tonnellate per ettaro, maggiore rispetto alle 15 t/ha che si ottengono con
l’adozione. Questo ramo, per esempio, è il risultato del lavoro con le aziende,
che a un certo punto hanno espresso l’esigenza di compensare maggiori quantità
di Co2, ma è al contempo il pieno compimento della missione etica e sociale di
Ager Oliva. Rilanciare la produzione italiana di olio extravergine di alta
qualità ponendo fine alla crisi in cui il Paese versa dal 1991”, conclude Dami.
A chilometro zero, supportato da Legambiente Pistoia e Slow Food
Toscana, e in collaborazione con l’autorevolezza dei dati del CNR sullo
stoccaggio di CO2 il progetto di Ager Oliva garantisce la sostenibilità alle
aziende secondo i principi di affidabilità e controllo, anche tramite l’accesso
ai dati satellitari e fotografici su Artea, registro della Regione Toscana che
consente di verificarne la concretezza.
Per le adozioni degli ulivi visitare il sito qui.
Per i progetti di compensazione di Co2 consultare invece ui.

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